Pillole di SpiritualiTà
Colui che possiede la carità in Cristo mette in pratica i comandamenti di Cristo. (san Clemente)
Il santuario dove la Luce nasce nel mondo
di P. Andrea Mistrorigo icms
Radunatevi e venite, avvicinatevi tutti insieme (Is 45,20). Sì, accostiamo il cuore al Grande mistero preannunciato dai Profeti, andiamo incontro all’Atteso dalle genti, varchiamo con somma riverenza, ma senza indugio, la soglia del santuario ove convergono tutte le promesse di Dio. Qual è il santuario ove convergono tutte le attese umane e le promesse di Dio? Il santuario dove la Luce nasce nel mondo è l’intimo sacrario di due giovani sposi, Giuseppe e Maria. Il Grande mistero, la Luce che viene nel mondo, il compimento di tutti gli oracoli divini si attua nel sacro santuario del matrimonio! Non ci inganni il fatto che la cornice esteriore che accoglie il grande Atteso è una povera stalla; piuttosto contempliamo il quadro spirituale intimo e nascosto nel quale il Celeste Bambino nasce: è il santuario maestoso e splendido del matrimonio tra San Giuseppe e Maria Santissima.
L’evangelista Matteo insiste nel sottolineare questo punto, indicando che Giuseppe è lo sposo di Maria e che Maria è la sposa di Giuseppe (cfr Mt 1). Questa reciproca e legittima appartenenza è benedetta, perché decretata da Dio, radicata in Dio e ordinata a Dio.
Decretata da Dio – Dall’eternità Dio predestinò Maria Santissima e con Lei San Giuseppe per cooperare in modo diverso ma complementare al Mistero dell’Incarnazione redentrice. Questa predestinazione dona una grazia che vince ed estingue nel cuore di entrambe il fomite del peccato, li unisce in una sponsalità casta e verginale e li abilita al compito di Madre del Salvatore e di padre putativo di Cristo.
Radicata in Dio – la reciproca appartenenza di Giuseppe e di Maria fu radicata in Dio. I due sposi poterono amarsi l’un l’altra senza alimentare alcuna concupiscenza peccaminosa perché il loro cuore era sempre più profondamente radicato in Dio in virtù di una costante preghiera e di una solida mortificazione alimentate dal mutuo esempio.
Ordinata a Dio – La carità sponsale che unì intimamente il Cuore Immacolato di Maria e il Castissimo Cuore di San Giuseppe fu così alta e perfetta da far sì che questi due cuori fossero fusi in una offerta unanime e totale: congiunti in Dio, essi volevano e non volevano solo quello che Dio voleva e non voleva!
Analizzando la natura del matrimonio, sia sant'Agostino che san Tommaso la collocano costantemente nell'«indivisibile unione degli animi», nell'«unione dei cuori», nel «consenso», elementi che in quel matrimonio si sono manifestati in modo esemplare (San Giovanni Paolo II, Redemptoris Custos n. 7).
Queste tre qualità attirarono la benedizione di Dio su Giuseppe e Maria: con l’Incarnazione, l’amore sponsale corrotto da Adamo ed Eva viene ora redento ed il sacro santuario del matrimonio caduto in rovina, è restaurato in tutta la sua dignità e bellezza. Da ora in poi non sarà più la cupidigia e la brama di dominio a governare questo luogo santo, ma l’amore puro, disinteressato, oblativo, spinto sino al dono totale di sé per il bene dell’altro.
Quanti fidanzati e poi sposi cristiani oggi si formano alla scuola di San Giuseppe e di Maria Santissima?
Quanti credono che non il caso, ma Dio li ha predestinati dall’eternità ad appartenersi l’un l’altra e a custodirsi nella grazia, edificandosi reciprocamente alla frequenza dei sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia? Quanti si esercitano nella preghiera e nella rinuncia di sé, per radicare il cuore in Dio e formarsi all’amore puro e disinteressato verso il proprio coniuge e verso i figli? Quanti nutrono un reciproco e intimo affetto ordinato a Dio e benedetto da Dio, senza indulgere ad atti disordinati che inquinano l’amore?
Radunatevi e venite, avvicinatevi tutti insieme! Non indugiamo oltre, ma solleciti varchiamo la soglia del santuario segreto dove il Verbo che è Dio viene ad abitare in mezzo a noi: San Giuseppe e la Madonna non sono gelosi dell’intimo santuario che Dio ha edificato nei loro Cuori costituendoli sposi! No, anzi, essi con affetto dicono a noi: “Venite, avvicinatevi tutti… Dal nostro matrimonio casto e verginale tutti potete imparare ad amare!”.
Gesù Bambino, Verbo incarnato,
ogni bimbo nato possa godere come me
di un papà e di una mamma
uniti in Te!
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