MENU

L'UOMO E' CAPACE DI DIO - I parte

L'UOMO E' CAPACE DI DIO - I parte

Il desiderio di Dio e gli Ostacoli della fede

L’UOMO È CAPACE DI DIO (CCC 27-49)

Introduzione

Nell’ apparizione del 13 Maggio 1917. Lucia chiede alla Signora da dove venisse e, dopo che la Madonna le disse di venire dal cielo, la piccola le ha chiesto: “E io andrò in cielo?” Questa bambina ha fatto alla Madonna la domanda più importante della sua vita. Domanda che presuppone la sua fede nell’esistenza di un Cielo, della vita eterna, di Dio.
Se in questo momento venisse da noi una persona non credente e ci chiedesse come facciamo ad essere così sicuri dell’esistenza di Dio, che cosa gli risponderemmo? Di solito, quello che dico sempre (dopo qualche argomentazione) è che di Dio bisogna fare un’esperienza personale, perché il Signore è una Persona viva che è qui accanto a me e dentro di me. Finché rimane una teoria, un pensiero astratto, il Signore non diventerà mai il mio Signore, il Dio della mia vita.
Tuttavia c’è anche un modo per spiegare razionalmente l’esistenza di Dio, cioè l’esistenza di Dio è logica e ragionevole e noi tutti dobbiamo essere in grado di dare ragione della nostra fede ed è quello che vedremo insieme oggi.

Molto significativa è la testimonianza scritta di Carlo Rubbia, (Premio Nobel per la fisica nel 1984; membro della Pontificia Accademia per le Scienze)
“La più grande forma di libertà è quella di potersi domandare da dove veniamo e dove andiamo… E poiché tutti noi pensiamo che il nostro essere uomini sia qualcosa che ci mette al di sopra di tutti gli altri esseri viventi sulla terra, per forza dobbiamo anche pensare che siamo stati fatti ad immagine di qualcosa ancora più importante di noi. È difficile non crederci, quasi impossibile. È addirittura inevitabile. Talmente inevitabile che penso sia scritto dentro di noi…La natura è costruita in maniera tale che non c’è dubbio che sia costruita così per un caso. Più uno studia i fenomeni della natura, più si convince profondamente di ciò. Esistono delle leggi naturali di una profondità e di una bellezza incredibili. Non si può pensare che tutto ciò si riduca ad un accumulo di molecole. Lo scienziato in particolare, riconosce fondamentalmente l’esistenza di una legge che trascende, qualcosa che è al di fuori e che è immanente al meccanismo naturale. Riconosce che questo “qualcosa” ne è la causa, che tira le fila del sistema. È un “qualcosa” che ci sfugge. Più ci guardi dentro, più capisci che non ha a che fare col caso…» (citato in Edgarda Ferri, La tentazione di credere, Rizzoli, Milano, 1987, pag. 205).

 

I. IL DESIDERIO DI DIO (27-28)

In ogni uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, è iscritto, nel suo cuore, il desiderio di Lui.
Da sempre gli uomini si interrogano sulla loro origine, il loro futuro, la loro vita e la loro morte, il bene e il male, la felicità e il dolore e a queste grandi domande cercano di trovare una risposta nelle religioni. Tutto il cammino della storia dell’umanità si alimenta di senso religioso: ne sono permeati costumi e tradizioni, famiglia e società, arte, musica e letteratura. Plutarco, antico scrittore greco, afferma: “Se tu andassi in giro per il mondo, potresti trovare città prive di mura, che ignorano la scrittura, non hanno re, case o ricchezze, non conoscono teatri e palestre, ma nessuno vide né vedrà mai una città senza templi e divinità”.
Da sempre, dunque, l’uomo è stato un “essere religioso” e da sempre ha intuito, per questo desiderio di Dio che porta scritto in sé, che c’è qualcosa o Qualcuno, che va oltre la materia e i sensi e che sta all’origine di tutto e, soprattutto, da sempre ha avuto la percezione di non avere in se stesso la sua origine e la sua fine. Non si “spiega” da solo, non trova in sé il suo fondamento ultimo, ma se si ascolta davvero coglie in sé un’eco di eternità, che rimanda a un Altro da cui proviene e da cui dipende.

Sta di fatto che nessuno di noi ha dato a se stesso la vita: nessuno di noi ha deciso quando e dove nascere e nessuno di noi sa quando dovrà morire. Potevamo anche non esserci o potevamo nascere in un’altra epoca e in un altro luogo e invece siamo qui oggi, 24 ottobre 2021, seduti su queste panche, nella FCIM, con il bel dono della fede. Che grazia! Eppure nessuno di noi lo poteva sapere.
La vita è un dono che ci è stato affidato e che abbiamo ricevuto da un Altro, il Signore Iddio. Egli, infinitamente perfetto e beato in se stesso, per un disegno di pura bontà ci ha creati per renderci partecipi della sua vita beata.
Solo a partire da questo dato che ci è confermato dalla Rivelazione, possiamo dare una spiegazione ragionevole, logica alla nostra esistenza e a quella di tutte le cose create. Infatti, Dio non aveva nessun bisogno dell’uomo per mantenersi nella sua eterna felicità, nella sua beatitudine, ma è proprio della bontà, dell’Amore comunicarsi, diffondersi, espandersi, condividere, per renderne partecipi altri. Dio ha quindi creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, dotandolo di ragione e di libera volontà, in modo da poter essere da lui conosciuto e amato, e di riflesso conoscere pienamente se stesso, e poter realizzare la propria beatitudine.

Creati a sua immagine, abbiamo due ali per innalzarci fino a Dio, nostro Padre: la fede e la ragione.
«La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità.” (Giovanni Paolo II, Fede e ragione).
Come un uccello non può volare con una sola ala, anche noi a Dio non possiamo arrivarci che con entrambe. La ragione da sola non basta, e la fede da sola rischia di non essere sufficiente perché non riesce a dare ragione di se stessa.
Inoltre, S.G. P. II afferma un’altra verità estremamente importante: solo la conoscenza e l’amor di Dio ci permettono di conoscere la verità sull’uomo, la verità di noi stessi e della nostra altissima dignità e dell’inviolabilità della persona, dal concepimento alla morte naturale. Chi crede in Dio o lo ricerca con sincerità, metterà in cima alla scala dei valori l’uomo in quanto unico essere vivente che Dio ha voluto per se stesso, «fine» e mai «strumento» di qualunque azione che voglia dirsi veramente umana.

La persona sincera con se stessa si pone il problema, la domanda dell’esistenza di Dio. La posizione o l’atteggiamento di indifferenza di fronte al problema non è ragionevole, dato che è la domanda più importante della nostra vita. L'indifferenza può essere già negazione, se non a livello teorico, ma quanto meno pratico, dell'esistenza di Dio, perché l’indifferente vive come se Dio non esistesse, o peggio ancora rischia di idolatrare inconsapevolmente un falso dio (il lavoro, il denaro, la politica, il sesso etc).

 

GLI OSTACOLI DELLA FEDE (CCC 29-30)

Come sappiamo, tanti ostacoli a volte si frappongono tra noi e Dio e possono rendere difficoltoso, tortuoso il cammino della fede. Ad esempio la difficoltà nell’accettare la presenza del male nel mondo, l'ignoranza o l'indifferenza religiosa - come dicevamo prima - le preoccupazioni del mondo e delle ricchezze, il cattivo esempio e l’incoerenza dei credenti, le correnti di pensiero ostili alla religione, di cui è impregnata l’aria che respiriamo e che continuamente esercitano una pressione su di noi e infine la tendenza dell'uomo peccatore a nascondersi, per paura, davanti a Dio e a fuggire davanti alla sua chiamata, come Adamo che, dopo aver commesso il peccato, non cerca più il Signore, ma ha paura di Lui e si nasconde.

Come dicevamo, per millenni tutte le civiltà hanno riconosciuto l’esistenza di Dio e la necessità di adorarlo, anche con le diverse forme di culto. Poi, a partire dall’Ottocento, alcune ideologie (positivismo, materialismo, scientismo) hanno avviato quel processo sempre più diffuso di disconoscimento pubblico dell’esistenza di Dio che prende il nome di ateismo o secolarizzazione. Questo fenomeno appare rilevante soprattutto in Occidente e non in Africa o in Oriente, dove sia il cristianesimo, sia le religioni non cristiane hanno una presenza e un influsso culturale determinante nella società.
L ’ateismo penetra e condiziona la nostra cultura, il nostro modo di vivere, ma non muta la struttura di base della nostra coscienza. Ecco perché il fenomeno religioso, la ricerca di Dio non scompare mai del tutto nemmeno in quegli ambienti nei quali la secolarizzazione è molto radicata.

Dice Cornelio Fabro che: “L’esistenza di Dio non è per noi evidente” - nel senso che Dio non è Qualcuno che noi vediamo con i nostri sensi - perciò l’ateismo è possibile, ma siccome l’esistenza di Dio è conoscibile, l’ateismo non è mai una soluzione. Dio si presenta alla ragione come l’ultima e necessaria spiegazione delle cose; quando si vuole prescindere da Lui, l’uomo stesso crolla, sia nella sua dimensione individuale che in quella sociale. (Cornelio Fabro). La verità di questa affermazione trova conferma dalle terribili conseguenze che le ideologie atee dei tempi moderni hanno causato negli individui e nelle società dove si sono imposte e che la Madonna, a Fatima, ha denunciato con grande apprensione per le sorti dell’umanità.

 

 

in Evidenza

LA TRASMISSIONE DELLA FEDE
La Sacra Scrittura, la Tradizione Apostolica e il Magistero della Chiesa

Solennità dell' IMMACOLATA CONCEZIONE
La bellezza della Grazia

Noi: benedetti dal Signore nell’amore, nella gioia e nel dolore
Tu Signore sei fonte inesauribile del nostro amore

CALENDARIO EVENTI

Prossimi eventi

RITIRO SPIRITUALE
Tema: "Le preghiere"

RITIRO SPIRITUALE
Tema: "Le preghiere"

CATECHESI FCIM VILLA TROILI
Tema: "La professione della Fede prima parte del CCC"

DONA ORA

Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...

Dona alla fondazione

La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria

ABBONATI ALLA RIVISTA |

NEWSLETTER

La newsletter è uno strumento per rimanere sempre in contatto con noi e per essere sempre aggiornati sulle principali attività della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria. Iscrivendoti riceverai gratuitamente notizie brevi, links ad articoli.

Pillole di SpiritualiTà