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EPIFANIA DEL SIGNORE

EPIFANIA DEL SIGNORE

Il percorso dei Magi, il Battesimo di Gesù e le Nozze di Cana

di Padre Mario Piatti icms

La “manifestazione” di Gesù al mondo viene proposta, dalla Chiesa, fin dalle origini, in modo particolare attraverso il riferimento all’Epifania, al Battesimo di Cristo al Giordano, all’episodio delle Nozze di Cana.
La liturgia domenicale di gennaio ha offerto, in sequenza, alla nostra attenzione, queste tre pagine del Vangelo, invitandoci alla riflessione e alla meditazione.

Il percorso dei Magi
Il lungo itinerario, percorso da quei misteriosi personaggi, menzionati nel Vangelo di Matteo (cap. 2), è come la parabola del cammino di ogni uomo, alla ricerca della Verità. È la risposta al “desiderio di senso”, che ognuno porta iscritto in sé, nel proprio DNA spirituale. La vita vale per la santa ostinazione con la quale non desistiamo mai da questo desiderio, non veniamo meno alla nostra missione, di “cercatori di Verità”. La vita vale per la passione con la quale riprendiamo la strada, sempre, e ci lasciamo guidare dalle “stelle”, dalle luci che incontriamo, lungo gli anni, segni della Misericordia e della Provvidenza di Dio. La vita vale per la gioia di camminare insieme, di condividere i passi con i propri amici, verso la meta.
Un mirabile commento di questa pagina del Vangelo ci è stato lasciato da Giovanni Paolo II, nel suo ultimo Messaggio ai Giovani, per la XX GMG di Colonia: “Siamo venuti per adorarlo” (Mt 2,2). Sembra quasi il suo testamento spirituale ai Giovani: è un testo di una ricchezza, densità e semplicità ineguagliabili, vale la pena rileggerlo:
http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/messages/youth/documents/hf_jp-ii_mes_20040806_xx-world-youth-day.html

Sulle sponde del Giordano
Il Battesimo di Gesù connota il particolare modo con cui Dio interviene, in nostro favore, nella storia, attraverso i sacramenti, “segni efficaci” della Grazia. Riscopriamone il valore, ripartendo proprio dalla memoria del nostro Battesimo, che ci ha resi figli di Dio; dall’amore per l’Eucaristia, mistero che quotidianamente rigenera la Chiesa e la nostra vita; dalla Confessione, miracolo della Misericordia di Cristo, gratuitamente offerta, nel suo Sangue, per liberarci dal peccato e restituirci la sua amicizia, la sua Grazia.

Le Nozze di Cana, mistico presagio di Grazia e di Misericordia
Dio è amore e si manifesta nella nostra esperienza personale dell’amore. Il matrimonio è un modo, “tipicamente umano” (come scrisse Benedetto XVI), per realizzare la nostra “vocazione all’amore”. Il cammino di due sposi rende costantemente presente il mistero dell’Amore di Dio e lo riformula, attraverso il loro cuore, la loro sensibilità, la loro storia.
Gesù inaugurerà anche un’altra modalità, “tipicamente cristiana”, per incarnare l’amore: la verginità, il dono totale di sé a Dio, per appartenere totalmente a Lui, abbracciando ogni uomo e dilatando la propria paternità e maternità fino ai confini del mondo.
Solo l’Amore di Cristo sa restituire pienezza di luce e di significato alla nostra vita affettiva, sottoposta spesso a derive e ad abbagli di ogni genere. Solo Lui sa indicarci i mezzi per custodire il tesoro impagabile dell’Amore, riempiendolo di significato.
Solo il Signore sa rendere autenticamente fecondo l’amore umano, penetrandolo con la Grazia della Croce, arricchendolo del carattere proprio del servizio, della gratuità, del dono; purificandolo dalle scorie dell’egoismo, dell’orgoglio, della impurità.

Maria Santissima intercede per noi, presso il Figlio, tutto quello che rende la vita bella, restituendole la fragranza e il “sapore” delle cose di Dio.
Nell’episodio di Cana, solo apparentemente “banale” (generato dal comprensibile disagio che avrebbe prodotto la mancanza di vino, a una festa di nozze), è racchiuso, in realtà, come in un mistico presagio di Grazia, come in uno scrigno prezioso, tutto il cammino di Maria Santissima, la sua Missione di Corredentrice e di Mediatrice; sono già raccolte le infinite grazie che avrebbe ottenuto dal suo Figlio, in nostro favore, lungo il dispiegarsi dei secoli.
Quello che accadde un giorno a Cana supera gli angusti confini della “cronaca”, per divenire segno immutabile di misericordia: nelle parole della Vergine: “Fate quello che vi dirà” rileggiamo, profeticamente, i suoi continui interventi nella storia: le innumerevoli apparizioni, che hanno caratterizzato ogni secolo e ogni luogo della terra; i suoi richiami materni, dolcissimi ma esigenti; i suoi appelli a un ritorno sincero e senza riserve al Vangelo; il suo ardente desiderio di soccorrere i suoi figli e di non abbandonarli mai, nelle prove e nelle tentazioni della vita.
Cana è una straordinaria “sintesi mariana” di duemila anni di Grazia, della presenza, premurosa e costante, di un Cuore materno, che vive solo per la gloria di Dio e per la salvezza dei suoi figli.

 

 

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