Pillole di SpiritualiTà
L'anima partecipa di Dio compiendo in compagnia di lui l'opera della Santissima Trinità. (San Giovanni della Croce)
Davvero mi posso riposare?
di Diletta Lago
"L’estate, finalmente!”
Non so voi, ma ogni anno, già verso fine maggio, questo pensiero si affaccia alla mia mente, probabilmente dipende dal fatto che, negli anni di scuola, “estate” significava libertà da compiti e verifiche, significava passare ben tre mesi senza dover studiare… il che, per chi, come me, ha fatto il liceo classico (ma credo anche qualsiasi altra scuola superiore), era praticamente un sogno.
Da allora, questa gioia nell’attendere l’estate non mi ha più lasciato.
Quando, però, le vacanze arrivano davvero, ecco che si presenta un problema: cosa fare?
Senza più le solite occupazioni e impegni, ci si ritrova con un bel po’ di tempo a disposizione, che a volte è difficile capire come impiegare.
La tentazione, almeno per me, è quella di pensare “non posso stare con le mani in mano, sto perdendo tempo prezioso… devo assolutamente fare qualcosa!” e, di conseguenza, non stare mai ferma.
La società ci impone di essere sempre produttivi, efficienti, attivi… non dovremmo mai sprecare un attimo, mai mancare una sola occasione… pena la perdita della possibilità di realizzarci.
Questo, però, è un grave errore. Siamo uomini, non macchine, ed il nostro valore non si definisce in base a ciò che facciamo, ma a quello che siamo.
Da questo punto di vista, proprio le vacanze ci possono aiutare.
“Staccare” per un po’ dalle attività quotidiane ci permette di riconoscere i nostri limiti (il bisogno di riposo, per esempio!), a smettere di voler controllare tutto per un po’… in sintesi, ad accettare che non possiamo gestire sempre perfettamente ogni cosa, e che va bene così.
Un’altra cosa in cui le vacanze ci possono aiutare è la nostra relazione con Dio.
Il tempo, in questa nostra epoca, ci sfugge di continuo dalle mani. Le cose da fare sono tantissime e, per quanto cerchiamo di ritagliarci dei momenti di preghiera e riflessione nelle nostre giornate, spesso è difficile farlo davvero, a causa delle continue distrazioni che ci affollano la mentre (preoccupazioni, cose da fare, impegni presi, problemi da affrontare, stanchezza fisica e mentale…).
In vacanza, invece, abbiamo l’opportunità di coltivare e “riscoprire” il nostro rapporto con Lui: possiamo dare più spazio alla preghiera, leggere qualcosa di edificante, o anche solo chiedere al Signore di riflettere con noi sulla nostra vita e sulle nostre scelte… e magari sarà l’occasione per capire meglio ciò che desidera per noi.
Infine, le vacanze ci danno modo di ridare importanza e centralità a qualcosa che troppo spesso viene messo in secondo piano: il rapporto con gli altri.
Parenti, amici, conoscenti… persone che spesso avremmo voluto incontrare o chiamare, senza però trovarne il tempo. Tante volte ci rendiamo conto di star trascurando qualcuno, ma ci giustifichiamo dicendoci: “In ogni caso, non potrei: ci sono troppe cose da fare!”.
Ecco, l’estate ci permette di coltivare queste relazioni, ci dà l’occasione (complici anche le giornate più lunghe) di trovarci per una cena insieme o una semplice chiacchierata, di condividere esperienze e di riscoprire la bellezza di tante amicizie, che magari avevamo da tempo dimenticato.
Potremmo anche approfittarne per andare a trovare qualcuno che sappiamo essere solo, magari perché anziano o malato. Faremo così un gesto di carità, ma allo stesso tempo forse ci renderemo conto di aver ricevuto più di ciò che pensavamo di dare.
In conclusione, le vacanze sono un momento prezioso, un dono di Dio.
Ci permettono di fermarci un attimo e di guardare con più calma alla nostra vita, di riscoprire ciò che è veramente importante e che troppo spesso mettiamo in secondo piano… ci aiutano a riflettere su ciò che dà senso alle nostre vite, e a ridargli centralità.
Sono quindi un periodo da vivere in pienezza, una “ricarica” in vista del nuovo anno lavorativo/scolastico… cerchiamo quindi di sfruttarle al meglio!
Buone vacanze a tutti!
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