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E I NOSTRI CARI DEFUNTI?

E I NOSTRI CARI DEFUNTI?

di P. Francesco Mazzi

Nel mese di novembre la Chiesa ci invita a commemorare tutti i fedeli defunti. Ci invita a volgere il nostro sguardo a tanti volti che ci hanno preceduto e che hanno concluso il cammino terreno e che magari in questo momento hanno bisogno delle nostre preghiere, delle nostre piccole offerte per abbreviare il tempo della purificazione in Purgatorio.  Non c'è opera di misericordia spirituale più grande che pregare per le anime del purgatorio!

Quest'anno, nelle attuali contingenze dovute alla pandemia in atto da "Covid 19", la Penitenzieria Apostolica, su speciale mandato di sua Santità Papa Francesco, ha modificato le disposizioni delle indulgenze plenarie applicabile alle anime del Purgatorio. La Chiesa concede l'indulgenza plenaria, applicabile soltanto alle anime dei defunti, una sola volta al giorno per un singolo defunto, ai fedeli, che comunicati e confessati:

visitino una Chiesa in un giorno qualsiasi del mese di novembre (non più solo dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre) e lì recitino il "Padre nostro", il "Credo" e una preghiera a scelta per il Santo Padre;

oppure

visitino un cimitero in un giorno qualsiasi del mese di novembre (non più solo dal 1° all'8 novembre) e preghino, anche solo mentalmente, per i defunti (per esempio recitando un Santo Rosario). Questa pratica potrà essere ripetuta per un massimo di 8 giorni nell’arco del mese di novembre;

Oltre alla possibilità di lucrare queste indulgenze, la Chiesa ha sempre esortato i fedeli a far celebrare delle S. Messe in suffragio dei defunti. La Santa Messa è da considerarsi il miglior suffragio per le anime del Purgatorio. Già San Tommaso aveva indicato nella Messa il miglior mezzo per liberare le anime sofferenti, tre secoli prima che il Concilio di Trento si pronunciasse esplicitamente in questi termini: “le anime del Purgatorio sono sollevate dai suffragi dei fedeli, ma soprattutto dal prezioso sacrificio dell'altare". Proprio perché l’eucarestia è per eccellenza il sacramento dell’amore di Dio per l’uomo, di un Dio che ci ama a tal punto da ricompiere in maniera incruenta in ogni S. Messa lo stesso sacrificio compiuto 2000 anni fa, permette alle anime purganti di ridurre il tempo di questa purificazione dolorosa che deriva dall’aver preso piena coscienza di tutti gli appuntamenti con l’amore Dio che hanno mancato durante la loro vita terrena. In altri termini, forniamo con le messe in suffragio per i defunti questa carica di amore che manca a queste anime per colmare le lacune di amore che accumulato nella loro vita e che non gli permettono ancora di godere Dio faccia a faccia.

Questa verità è stata testimoniata dalla vita di molti santi. Un episodio su tutti è quello accaduto nella vita di San Bernardo di Chiaravalle nella Chiesa di Santa Maria Scala Coeli alle Tre fontane nella città di Roma. Questa chiesa, che è costruita sul luogo dove San Paolo apostolo fu incarcerato prima di essere martirizzato, si chiama così “Scala Coeli” perché si racconta che San Bernardo, monaco cistercense, nel 1138 mentre celebrava la S. Messa, alla presenza dello stesso Papa Innocenzo II, ebbe una visione delle anime del Purgatorio che su una scala venivano portate dagli Angeli in Cielo, dove erano accolte da Maria Santissima (nella foto è riportato proprio il dipinto di questa visione che ebbe San Bernardo, presente sopra all’altare nella Chiesa di Santa Maria Scala Coeli). Le Messe in suffragio per i nostri cari defunti fungono da scala, da ascensore per il Cielo.  In questo mese di novembre ricordiamoci di pregare per i fedeli defunti.

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Che cosa volete, fratelli, e che cosa chiedete quando venite in chiesa? Certamente non altro che la misericordia di Dio. (San Cesario di Arles)